Il Trovatore 2019 – Fondazione rete lirica Marche

Si dice che il Trovatore è un poeta, ma anche un narratore dei fatti del suo tempo, è quello che la regia di Valentina Carrasco ci racconta nell’allestimento andato in scena della Rete Lirica Marche. La vicenda viene ambientata ai tempi del fascismo, Manrico è un giornalista, che vive in clandestinità, collaborando con la resistenza. Il Conte di Luna rappresenta il potere attuale, dirige il ministero della propaganda. Leonora lavora al ministero per il Conte, così riesce a fare da ponte con la clandestinità, essendo affascinata dallo spirito poetico e libertario del trovatore. Sulla scena compare la foto di un periodico: “ La Voce della libertà” (organo della stampa clandestina), che nel corso dell’opera viene sempre più censurato dai fascisti. Le scene (firmate da Giada Abiendi), composte da pochi elementi: nel secondo atto lo schermo con il giornale, prende la forma di un castello. I costumi, di Elena Cicorella, perfettamente funzionali all’impostazione temporale della regia. La regista argentina Valeria Carrasco ha voluto fare un’operazione di memoria storica, cercando di scuotere le coscienze civili del pubblico.
I momenti migliori sono state le proiezioni video durante il “Condotta ell’era in ceppi” di Azucena, con le immagini forti di rallestramenti nei ghetti ebraici o le riviste bruciate dai fascisti all’inizio del quarto atto, con dietro le immagini del grande rogo avvenuto a ll’Opernplatz berlinese, il 10 maggio 1933.
Alcune scelte destano perplessità ma resta comunque il coraggio d un’allestimento moderno, che cerca di far riflettere sugli errori del passato e sugli eventuali rischi futuri.

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Lo spettacolo, com’era comprensibile, non ha mancato di creare momenti di disagio nel pubblico (non sono mancate le contestazione, se pur isolate). Alla fine, però non sono mancati gli applausi, particolarmente calorosi nei confronti delle protagoniste femminili e del direttore d’orchestra

Articolo tratto da GBopera
 Foto Stefano Binci

Cast

Musica di Giuseppe Verdi
Libretto di Salvadore Cammarano

Direttore Sebastiano Rolli
Regia e luci Valentina Carrasco
Scene Giada Abiendi
Costumi Elena Cicorella
Capo Elettricista e Consollista Lorenzo Caproli

Produzione Fondazione Rete Lirica Marche

Il conte di Luna Simone Alberghini
Leonora Maria Torbidoni
Azucena Silvia Beltrami
Manrico Ivan Defabiani
Ferrando Roberto Lorenzi / Carlo Malinverno [a Fano]
Ruiz / Un messo Alexander Vorona
Ines Susanna Wolff
Un vecchio zingaro Davide Filipponi

 

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