Rent – No day but Today

Una nuova produzione del Nido del Cuculo

“Rent – No Day but Today”, rivisitazione dell’originale musical di Jonathan Larson, con la direzione artistica di Claudia Campolongo e la regia di Paolo Ruffini.

“Rent – No day but Today” racconta la storia di un gruppo di giovani artisti e musicisti squattrinati che tentano di sopravvivere, creare e lavorare, mentre le loro vite vengono colpite dalla malattia del millennio: l’AIDS. Tutti sognano una vita d’arte: chi recita, chi scrive canzoni e chi gira documentari tra le difficoltà di tutti i giorni, in una città così immensa da diventare alienante. Una vera e propria opera rock che farà ridere, ballare, commuovere ma soprattutto pensare. Paolo Ruffini, ormai considerato leggenda per i suoi doppiaggi in livornese che impazzano su internet e per i molti film che il grande pubblico ha potuto apprezzare in più occasioni, svela uno dei suoi lati meno evidenti, ma che conosce bene chi 01 21.32.51 21.32.51 21.32.51 21.32.51segue i suoi spettacoli e le sue attività da anni: l’impegno della sua associazione Nido del Cuculo in tante e diverse tematiche attuali. Collaborano infatti al progetto l’associazione P24 di Livorno e Rosaria Iardino con il Network delle Persone Sieropositive. Grazie a queste realtà, che si battono tutti i giorni per i diritti e la qualità della vita dei pazienti sieropositivi, è stato realizzato proprio come parte integrante dello spettacolo un mini documentario che parla di Hiv, di prevenzione, e di speranza, perchè questa malattia finisca di essere solo un problema sociale ma venga affrontato seriamente e quotidianamente da tutti, dalla comunità intera, anche da chi pensa che il problema non lo tocchi. Questo spettacolo vuole celebrare la libertà, e parlarne oggi: libertà sessuale, di esprimere i propri sentimenti sia che siano etero che omosessuali; libertà di vivere la propria arte; di esprimere la propria idea; di lamentarsi e protestare per una società che normalmente preferisce guardare la tv piuttosto che impegnarsi davvero per costruire un domani dove non ci siano più discriminazioni, solitudine e abbandono. In questo progetto si muovono quindi tante energie, tante capacità artistiche ed umane, hanno collaborato a questo progetto anche l’associazione ARSNOVA, ed il Teatro 4 Mori. La regia irriverente ma tenera di Paolo Ruffini si scontra e si abbraccia con le più famose edizioni di Broadway. Le coreografie sono di Silvia Contenti, la direzione musicale di Raffaele Commone e Stefano Brondi, la direzione degli attori e la produzione curata da Alessia Cespuglio, le scenografie di Fabio Leonardi, i video di Francesco Pacini, i costumi di 02 21.32.51 21.32.51 21.32.51 21.32.51 21.32.51 21.32.51Evelina Dario, la produzione esecutiva di Arianna Signorini, il sound design di Beppe Porcelli, il light design di Lorenzo Caproli. Il cast è variegato e pieno di talenti ben riconosciuti nell’ambito del musical Italiano: Beatrice Baldaccini (“Il favoloso Mondo di Patty”), Marco Gandolfi (“Footloose”), Elisa Marangon (”Robin Hood”), Alessandro Arcodia (“Giulietta e Romeo”), Gianluca Spatti (”A Chorus Line”), la stessa Claudia Campolongo (”Portami tante rose.it”), Andrea “Ciro” Ferraro (“Dè Rocky Horror”) sono i ruoli protagonisti dello spettacolo affiancati da un altrettanto virtuoso ensamble: Silvia Contenti (“Robin Hood”), Ada Doria (“80 voglia di…’80”), Silvia Lemmi, Matteo Franchi, Letizia Legnaioli, Filippo Sassano, Luca Ricci e Arianna Signorini. A rendere ancora più speciale ed emozionante questo musical “sui generis” è la presenza in scena di una band composta da ottimi musicisti: Francesco Menici (pianoforte e tastiera), Filippo Papucci (basso elettrico), Raffaele Commone (batteria e programmazioni), Giovanni Guarneri (chitarra elettrica), Antonio Ghezzani (chitarre), Giacomo Parisi (pad e tastiere). Paolo Ruffini sarà anche attore oltre che regista: sarà lui a tessere le fila di questa trama, a trarre le conclusioni e fare da narratore in quest’avventura, accompagnato nelle sue riflessioni da Alessia Cespuglio, nei panni di una stramba documentarista. Uno spettacolo che è anche un progetto sociale che deve la sua esistenza alla caparbietà e la determinazione di Claudia Campolongo e Paolo Ruffini e al sostegno e l’energia di un gruppo determinato a portarlo al successo.